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Letteratura Italiana di Scienze Infermieristiche

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Azzone Francesca, Amato Cristina, Crivelli Maria. Ruolo e responsabilità del farmacista ospedaliero nei diversi contesti organizzativi regionali: la logistica e la galenica. Organizzazione Sanitaria 2017;41(3):3–19. 
Added by: Paola Gentili (25/12/2017 11:39:19)
Tipo di Risorsa: Articolo di Rivista
Chiave di citazione BibTeX: Azzone2017
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Categorie: Economia sanitaria, Farmacologia
Sottocategorie: Farmaci, Programmazione sanitaria
Keywords: Antiblastici, Politiche sanitarie
Autori: Amato, Azzone, Crivelli
Collezione: Organizzazione Sanitaria
Visualizzazioni: 2/1009
Indice di Visite: 23%
Indice di Popolarità: 5.75%
Allegati    
Abstract     
(Trascritto dall’articolo).
I diversi modelli organizzativi delle regioni, derivanti dall’autonomia regionale in materia sanitaria hanno spesso come tema comune la centralizzazione. Il modello organizzativo messo in atto da ogni Regione ha ovviamente impatto sulle attività sanitarie, e tra queste il settore farmaceutico che, per la sua natura trasversale tra le varie discipline ospedaliere e territoriali, sanitarie ed amministrative, ne risente sotto vari aspetti.  Il ruolo del farmacista ospedaliero può venire ad essere fortemente modificato, con il rischio di perdere di vista gli aspetti normativi che disciplinano la professione lasciando talvolta delle zone d’ombra nella definizione delle responsabilità. In questo lavoro, si vogliono proprio mettere in evidenza alcuni aspetti che necessitano di un approfondimento negli esempi di alcune realtà regionali, cha hanno come filo conduttore l’esperienza della centralizzazione.  Sul tema della galenica clinica oncologica, che rappresenta un ambito professionale relativamente nuovo per il farmacista ospedaliero, la situazione italiana si presenta estremamente variegata nonostante le raccomandazioni ministeriali ed il tentativo di applicare un modello centralizzato tra più ospedali che garantisca livelli adeguati di sicurezza ed accuratezza, non è sempre facilmente applicabile.  Sul tema della logistica l’istituzione dei magazzini farmaceutici centralizzati, sposta decisamente dalla farmacia ospedaliera la funzione di stoccaggio dei prodotti farmaceutici e di approvvigionamento dei reparti lasciando alcune ombre sulla definizione della responsabilità in caso di mancato approvvigionamento.  In conclusione, le risorse limitate e la constatazione di comportamenti variabili nell’erogazione dei servizi sanitari ha portato ad analizzare i vari processi in modo da garantirne massima appropriatezza e virtuosità di percorso. Questo ha dato impulso alla standardizzazione dei metodi, ed alla centralizzazione dei servizi nella convinzione di estendere il più possibile le “best practices”.  Se da un lato questo sia utile a garantire ai cittadini omogeneità nella qualità delle prestazioni, non si possono perdere di vista le peculiarità del territorio, né si deve perdere di vista il limite oltre il quale il modello centralizzato applicato a sistemi complessi come quelli sanitari perde efficacia ed efficienza nella misura in cui la fonte della richiesta diviene troppo distante dal sito della risposta.  È inoltre molto difficile in contesti troppo ampi definire con precisione ruoli e responsabilità. Se questi aspetti vengono ben governati, per il farmacista ospedaliero lavorare in contesti più ampi rappresenta certamente un’opportunità di crescita professionale, basti pensare alla possibilità di specializzarsi in una disciplina, dove poter affiancare efficacemente e con adeguata competenza i clinici nella scelta appropriata di farmaci e dispositivi.
 

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