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Letteratura Italiana di Scienze Infermieristiche

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Silvola Sofia, Restelli Umberto. Disuguaglianze sociali nell’uso dei farmaci. Sanità Pubblica e Privata 2022;41(3):64–67. 
Added by: Fernando Barberini (25/10/2022 18:36:17)   Last edited by: Fernando Barberini (25/10/2022 18:38:38)
Tipo di Risorsa: Articolo di Rivista
Chiave di citazione BibTeX: Silvola2022b
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Categorie: Economia sanitaria, Farmacologia, Igiene
Sottocategorie: Compliance del paziente, Educazione all'uso dei farmaci, Malattie cronico-degenerative
Keywords: Educazione sanitaria, Ipertensione arteriosa, Prevalenza
Autori: Restelli, Silvola
Collezione: Sanità Pubblica e Privata
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Allegati    
Abstract     
(Trascritto dall’articolo).
In un’ottica di maggiore attenzione verso la salute della popolazione e vista la crescita del numero di pazienti affetti da patologie croniche, cresce anche l’interesse verso l’utilizzo dei trattamenti per queste patologie. L’atlante delle disuguaglianze sociali nell’uso dei farmaci per la cura delle principali malattie croniche, pubblicato dall’Agenzia Italiana del Farmaco, propone un confronto sull’uso dei farmaci prescritti per le principali patologie croniche in Italia. Il confronto è svolto tra gruppi di popolazione con livelli diversi di posizione socio-economica, misurata attraverso un indice di deprivazione composto da dimensioni quali istruzione, disoccupazione, composizione del nucleo familiare, densità e condizione abitativa [AIFA, 2021]. L’obiettivo è quindi quello di analizzare la correlazione tra l’utilizzo di farmaci e la posizione socio-economica dei pazienti. Per le patologie ipertensione e diabete, due delle più importanti patologie croniche in termini di prevalenza in Italia, vengono riportati i dati di consumo calcolati come il numero di dosi giornaliere sulla base della Daily Defined Dose (DDD), nonché l’aderenza, ossia il grado con cui il paziente segue le raccomandazioni del medico riguardanti le dosi, i tempi e la frequenza dell’assunzione del farmaco per l’intera durata della terapia e la persistenza, ovvero il tempo intercorrente fra l’inizio e l’interruzione di un trattamento farmacologico prescritto.